Santa Maria la Longa

II paese è formato da tre borghi rurali: borgo di sotto (via Zompicco) borgo di sopra (zona chiesa parrocchiale) e dal borgo di mezzo (via Roma).

Il paese è citato per la prima volta nel 1031 con il nome di villa Sclavorum, dalla popolazione slava fatta arrivare in questo territorio dal patriarca Popone, anche se numerosi ritrovamenti di materiale romano testimoniano l'origine più antica del paese.

L'unione dei tre borghi ha dato origine alla conformazione urbana allungata che non ha nessun riferimento con il nome longa, toponimo invece derivante dallo sloveno loka (prato) o logu (bosco).

chiesa s.floriano

Il nome S.Maria compare per la prima volta nel secolo XIII, e alla Madonna Assunta è dedicata la chiesa parrocchiale, edificio di antiche origini fortemente restaurato e ampliato negli anni sessanta, la facciata dalle forme classiche risale al secolo XIX. All'intemo da rilevare il cinquecentesco fonte battesimale, il barocco altare della Madonna del Rosario, l'ottocentesco altare di S.Antonio e il recente mosaico dell'Assunta.

A lato della chiesa all'intemo del perimetro dell'antica centa, si trova il campanile costruito all'inizio del secolo su imitazione del veneziano campanile di S. Marco. La chiesa di S.Floriano ora Don Bosco, ubicata nel borgo di sotto, ricalca forme cinquecentesche, all'intemo si trova una pala raffigurante S.Floriano e l'acquasantiera ricavata da un frammento di colonna romana. Nei pressi del cimitero si trova la chiesetta di Santa Cecilia edificio dalle forme seicentesche, con portico recente, ma di origini antiche testimoniate dall'angelo in pietra, inserito nel muro della facciata, legato ad un'antica leggenda risalente al culto pagano.

Un'altra chiesa, dedicata a S.Giorgio, e demolita all'inizio del secolo si trovava nei pressi dello slargo di via Roma. Uno dei monumenti del paese è la Berlina, colonna di origine medioevale dove venivano esposti i condannati durante il dominio del Patriarcato Aquileiese. I Patriarchi di Aquileia risiedevano periodicamente nella villa, ora Vintani- ex Milocco risalente ai secoli XVI- XVII, ubicata nelle vicinanze della chiesa, l'edificio assieme a due ali laterali formava una corte a U, sul retro, passato l'androne sormontato da un'apertura arcuata è ancora presente un ampio spazio verde delimitato da una muraglia con un lungo asse rettilineo centrale

borgata di S.Maria la Longa

Nelle vicinanze si trova villa Bearzi, ora sede del Piccolo Cottolengo Don Orione, costruzione seicentesca rimaneggiata nei secoli XIX - XX, composta da un corpo principale e da un'ala minore con corte d'onore posta anteriormente all'edificio, sul retro si sviluppa un giardino all'inglese dove si rileva un secolare cedro, la facciata posteriore, con trifora, a forme seicentesche mentre quella principale è stata rimaneggiata all'inizio del novecento.

L'altra villa importante del paese è villa di Colloredo Mels, costruzione seicentesca, su preesistenze più antiche, composta da un corpo principale collegato ad un'ala ortogonale all'edificio sul retro, la facciata principale simmetrica con portale centrale sormontato da una serliana è preceduta dalla corte d'onore, a est si sviluppa un ampio parco, sul retro della villa sono ubicate le antiche scuderie.

Donata da Antonio Barbaro al seminario di Udine che ne mantenne il possesso come residenza estiva fino al 1866; durante la prima guerra mondiale fu sede del primo centro di fotografia aerea ed ospitò Gabriele D'Annunzio che amava chiamarsi di S.Marie La Longe, durante questo conflitto il paese ospitava anche il poeta Giuseppe Ungaretti che qui scrisse M' illumino d'immenso.

Un'altra costruzione significativa è villa Braida, complesso ad U con un vasto parco. Risale al primo novecento villa Maria, di proprietà Vintani, costruita dall'impresa Bonini con facciata caratterizzata dal frontone centrale e dalla trifora al piano primo, sul retro si sviluppa un ampio parco. Al secolo XVIII risalgono casa Del Mestre-Turchetti, casa Coppo-Moschion e casa Savio-Danielis costruzioni caratterizzate da aperture con riquadri in pietra e dalle portefinestre con poggiolo del piano primo, in casa Del Mestre è presente una lapide che ricorda le gesta dell'ammiraglio dalmata Rados, soldato della serenissima. La casa Malisan, ora sede della comunità La Viarte, risale probabilmente al secolo XVIII, il complesso conserva l'edificio padronale mentre gli annessi rustici sono stati demoliti per ospitare i nuovi spazi della comunità, sul fronte strada è presente un portale in pietra con tettuccio. Nelle vicinanze si trova casa Novello edificio seicentesco con caratteristici portali sul fronte strada. Altri edifici di valore storico ambientale sono le quattrocentesche case Pontoni e Canonica riconoscibili per le modeste dimensioni e per la decorazione della linda costituita da mattoni disposti a spigolo. Casa Volpetti, casa Catania e casa Mocchiutti hanno mantenuto intatte la loro caratteristiche rurali tramandandoci un'immagine del Friuli contadino di un tempo, più legato al mondo rurale del '900 è il mulino Birri sul canale Brentana.