"Fucilate i fanti della Catanzaro. La fine della leggenda sulle decimazioni della Grande Guerra", di Marco Pluviano e Irene Guerrini, Gaspari Editore, 2007

"Puars": è una parola friulana che si può tradurre in "poveri", ma con ben altro significato che sia solo "senza soldi"."Puars": miseri, laceri, sporchi, stanchi, incolti.È quello che mia nonna (testimone del tempo) mi diceva delle migliaia e migliaia di soldati, specialmente fanti, che hanno sostato a Santa Maria la Longa durante la Prima Guerra Mondiale.E "puars" erano anche i fanti della Brigata Catanzaro che si rivoltarono.

Ho avuto la fortuna di conoscere una simpatica signora, scomparsa qualche anno fa ultracentenaria, che aveva vissuto quel clima direttamente in una delle tantissime osterie aperte in tempo di guerra a Santa Maria la Longa, in quella retrovia formata dalla più varia umanità che stava diventando, per la prima volta e forse anche inconsapevolmente, "Italia".
Questa signora diceva che enormi erano le difficoltà di questi uomini, strappati dai loro paesi ed affetti e mandati a combattere un nemico sconosciuto per ideali che non capivano, che non erano i loro. E praticamente tutti (infimo era il numero degli interventisti nel paese e nella truppa) erano amilitaristi che combattevano principalmente per un atavico senso del dovere e anche di rispetto.
Rispetto che nei confronti loro non vi fu: e così accadde la sollevazione.

Santa Maria la Longa, piccolo tranquillo paesino di pianura, ha vissuto la Prima Guerra Mondiale, meglio la Grande Guerra, intensamente: vi aveva sede il Comando dell'aviazione della Terza Armata, con relativo campo di volo, vi era un numero spropositato di militari, vi fu D'Annunzio che si chiamava, rigorosamente in friulano, "puar Gabriel di Sante Marie la Longje", vi fu Ungaretti che proprio a Santa Maria la Longa scrisse una delle più famose poesie del Novecento Mattina. M'illumino d'immenso.

E ci fu la rivolta della Catanzaro: nascosta per decenni e decenni, anzi rimossa da tutti, Regno, Militari e Fascismo: la Vittoria, rigorosamente V maiuscola, non poteva essere che splendente, alata, gloriosa! Invece questa Amministrazione comunale ha voluto, con i pochi mezzi a disposizione di un piccolo comune ma con tanta buona volontà e tante piccole iniziative, scoprire questi episodi, scoprire questa umanità. Questo libro ci aiuta a farlo ancor di più.

Ruggero Del Mestre
Sindaco del Comune di Santa Maria la Longa